Ma mi faccia il piacere

Questo spazio (purtroppo trascurato per mancanza di tempo) è dedicato ad un argomento ben preciso: si tratta, negli intenti, di una raccolta di articoli riguardanti il sionismo.  Ma può benissimo ospitare un articolo che, pur non non trattando di sionismo, appare  talmente carico di passione, denso di rabbia, uno scritto in cui l’analisi lucida  lascia  spazio anche all’emozione, neppur tanto contenuta, a momenti palpitante ma che esplode alla fine  in  furore, uno scritto così appassionato  che dispiacerebbe di  vederlo smarrirsi nel gran mare  di pagine quotidianamente pubblicate.

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Ugo Volli, Ma mi faccia il piacere 

Cartoline da Eurabia, 14 settembre 2014

Cari amici,

ogni tanto di fronte all’assurdità impunita e impudica del presente, non resta che ridere amaro. Ridere e denunciare. Ridere e spiegare. Ridere e controinformare. Ridere per non avvelenarsi troppo il sangue e continuare a resistere. Ridere.
Pensate per esempio a quelli che si sforzano di dimostrare che l’Isis (cioè lo “Stato Islamico dell’Iraq e della Siria” (in arabo:الدولة الإسلامية في العراق والشام, al-Dawla al-Islāmiyya fī al-ʿIrāq wa al-Shām, a volte tradotto come Stato Islamico dell’Iraq e della Grande Siria [ che sarebbe l’Insieme di Iraq, Siria, Libano Giordania, Israele, Giudea e Samaria, e poi anche il Sinai e Cipro] oppure Stato Islamico del Levante, Isil), che si definisce ufficialmente solo Stato Islamico o Califfato, che viene da Khalifa, “successore” (beninteso di Maometto), be’ che tutta questa roba qui non sia islamica ma chissà che altra cosa.

Come diceva quel tale, se ha quattro gambe, scodinzola, abbaia – stai tranquillo, è un cane. Ma Obama, dice di no, che l’Isis non è islamico, perché dato che gli islamici sono buoni, come ripete da quando è presidente (e si è definito da solo cento volte musulmano: (1) allora l’Isis non può esserlo. Roba da ridere, ma con quel riso un po’ sprezzante che riserviamo a chi cerca di venderci la cura di tutti i mali in una bottiglietta a solo euro 99,90.
Truffatori da strapazzo. Ma quando la stessa cosa la dice la famiglia del giornalista sgozzato dai terroristi dell’Isis, anzi quando essi sfidano il capo dell’Isis a un dibattito televisivo per dimostrare che il loro non è il vero Islam (2) – be’ il riso non può che essere amaro.

Un dibattito televisivo? In cui una famiglia ebraica americana cerca di spiegare l’Islam buono a un capo terrorista che ha passato la vita a cercare di ammazzare più occidentali che poteva, ottenendo il sostegno di milioni di suoi simili? Come immaginare di discutere con Hitler nel salotto di Vespa a proposito dell’etica del nazismo… magari per dimostrargli che è pazzo e deve farsi curare, perché il nazismo prometteva tante cose buone…

Io capisco il dolore, rispetto questa famiglia, ma capite la follia di un’idea del genere? Il distacco totale dalla realtà? E’ vero che l’ideologia è l’atteggiamento per cui non si lascia che degli stupidi fatti turbino la nostra splendidaWeltanshaung, ma c’è un limite a tutto. Chissà da dove viene l’Isis, chissà perché la Turchia rifiuta di combatterlo (3), forse perché se l’è nutrito in seno lei? E chissà questo gruppo dovrebbe essere la personificazione del “male assoluto”, avendo la metà dei combattenti di Hamas e molto, molto meno uomini risorse e armamenti dell’Iran, che lo usa come pretesto per essere sdoganato come potenza nucleare (4)?

 Ridiamoci su, senza stancarci di capire e denunciare. Altro riso amaro. Nella ricerca spasmodica che le Ong, i governi occidentali, la stampa internazionale fanno di ebrei o ancor meglio israeliani che odino il loro popolo, decisi a valorizzarli per quanto siano insignificanti minoranze, incuranti del danno che fanno in realtà a chi credono di appoggiare, la sinistra israeliana (5), qualcuno ha scoperto che 42 ex membri di un’unità di spionaggio militare (cioè sostanzialmente di centrali di ascolto, parlare di cyberwarriors, unità di élite e roba del genere è pura propaganda) hanno scritto una lettera alle autorità israeliane per dire che sono contrari a spiare i poveri palestinesi, che non hanno tutte le garanzie degli israeliani sulla loro privacy. Trovate qui i resoconti dei giornali italiani: (6).

Ora la cosa è così strampalata da superare anche lo sdegno per la miseria morale di tutta la faccenda, quella dei 42, quella della Ong che li ha organizzati e sobillati, quella dei media che li hanno pompati. Scusate, un paese in guerra che fa, rispetta la privacy dei propri nemici? Rapiscono i ragazzi, mettono bombe negli autobus, mandano migliaia di razzi sulle città e nessuno prova a intercettare le loro comunicazioni, perché magari qualcuno dice alla mogli “butta la pasta” (o “cuoci la pita”), invece di dire “butta la bomba” ? O forse c’è qualcuno che conosce la ricetta per intercettare solo le comunicazioni terroriste e non tutte le altre? E se magari invece di “butta la pasta” un integerrimo e musulmanissimo dirigente arabo dice alla segretaria di venire a letto con lui, se no la licenzia, un paese in guerra deve tapparsi pubblicamente le orecchie?
E per carità non sognarsi di ricattarlo un po’ per avere notizie sul prossimo attentato?

Certo, dicono i “ciberwarriors” che invece di farsi la guerra sui campi di Gaza sono stati seduti negli uffici ad ascoltare queste cose, che così si viola la privacy dell’intraprendente terrorista, insomma non si rispettano i loro diritti umani… Mentre loro, naturalmente, dei diritti umani delle loro vittime, del primo diritto umano che è quello alla vita, possono tranquillamente fregarsene.
Non sono mica uno Stato loro, non sono sottoposti alle convenzioni internazionali. E poi, poverini, sono oppressi, “sotto occupazione”…

Permettetemi una risata, anzi un ghigno di disprezzo. E lasciatemi rispondere, come Totò: ma mi faccia il piacere…

Ugo Volli, 14 settembre 2014

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https://www.youtube.com/watch?v=tCAffMSWSzY

http://english.alarabiya.net/en/News/2014/09/04/Sotloff-s-family-challenges-ISIS-for-debate-on-Islam-.html

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=8&sez=120&id=55262

http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120664/rubriche/in-israele-questo-panico-da-stato-islamico-deve-finire.htm

http://80.241.231.25/ucei/Viewer.aspx?Mode=S&ID=2014090828296705

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=120&id=55258

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                                                                 HAR BRACHA

har-brahaHar Bracha is a Jewish community located in the Samarian hills with a population of 1800 people.

Har Bracha was founded  in 1983.

 

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