Ridateci la Baronessa

Tra il serio, il faceto e l’amareggiato, “Ridateci la baronessa” è il titolo che Deborah Fait ha dato al suo articolo, assolutamente da non perdere, su Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera. Sarebbe una lettura quasi divertente se non riportasse alla  mente l’immagine della Mogherini “innamorata”,  abbracciata ad Arafat.

Debora Fait, Ridateci la Baronessa

 Informazione Corretta, 10 novembre 2014

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Lo avevo scritto in tempi non sospetti quando la sua candidatura era ancora in forse: la Mogherini è pericolosa, vive di ideologia, è stata innamorata di Arafat e io nutro sempre forti sospetti per chi era simpatizzante di quel vecchio e sordido assassino.
Federica Mogherini è venuta in Israele a ordinare “fermate gli insediamenti”, poi è andata a Ramallah per dire “gli israeliani devono fermare gli insediamenti”, poi è andata a Gaza a ripetere “devono, loro, gli israeliani, fermare gli insediamenti”.
Poi che ha detto ancora? Aaah sì, ecco: “Gerusalemme deve essere capitale di due stati” e poi “Serve uno stato palestinese”. Qualcuno l’ha forse sentita pronunciare qualche parola di condanna per il terrorismo palestinese, almeno per i morti recenti di questi ultimi mesi? Capite, amici?
Lady Ashton era anch’essa filoaraba ma lo faceva per interesse, ricordate la meravigliosa Liza Minnelli in Cabaret? Money Money Money Money Money! Ecco era questa la musica che suonava nelle orecchie della baronessa. Rompeva, è vero; era nemica di Israele, è vero ma con meno cattiveria della Mogherini. Le bastava incassare dagli arabi ed era felice. Federica Mogherini è giovane, determinata nella sua, diciamo, poca simpatia per Israele, è stata eletta in un periodo pericoloso e complicato, gli USA come nostri alleati lasciano a desiderare, il Medio Oriente è in fiamme e l’IS sta arruolando in Occidente centinaia di giovani fanatici. I palestinesi fanno uno o più attentati al giorno a Gerusalemme e presto si allargheranno per colpire tutto Israele come hanno sempre fatto. Gli ebrei che tentano di salire sull’Har haBait (il Monte del Tempio) vengono accolti dagli sputi delle donne e dalle pietre e bombe dei giovinastri.
L’Europa è sempre più antisemita e decisa a riconoscere quella cosa informe e priva di ogni regola, che non sia l’assassinio, cui dà il nome di Palestina. Vediamo cos’è questa Palestina: un’entità naziaraba armata fino ai denti, abitata da terroristi di tutte le età poiché sappiamo che li crescono amorevolmente fin dalla culla, nessun tipo di economia perché abituati fin dalla loro invenzione a vivere da parassiti, usi al ricatto e ad avere quello che vogliono senza negoziare, senza un governo poiché le due entità terroristiche Fatah e Hamas, che dovrebbero costituirlo, si stannno facendo la guerra. L’attuale presidente ANP è in carica dal 2005, quello precedente, Arafat, lo è stato per circa 40 anni. Questa è la “democrazia” che l’Europa ama al punto da voler riconoscere unilateralmente ai danni di Israele, senza negoziati, senza chiedere nulla in cambio, questa è quella porcheria esplosiva cui alcune nazioni europee hanno già dato il titolo di stato. Non ho dubbi, i governanti europei sono dilettanti o senza scrupoli.
E i confini di questo stato quali sarebbero? Non è pensabile che Israele si suicidi per far piacere a Mogherini e a Abu Mazen tornando alle linee armistiziali del 1949. Uno stato che si rispetti, oltre all’economia deve far politica, sono consequenziali, no? Quale sarebbe la politica palestinista? Arruolare terroristi e kamikaze, non indire elezioni, ammazzare i gay, scacciare i cristiani, essere razzista e judenrein, dipendere dal mondo intero per pagare i conti, pagare le Ong nazipacifiste per fare propaganda contro Israele?
Itzhak Rabin, sebbene oggi venga dipinto come una specie di Madre Teresa dalle stesse sinistre che prima del suo assassinio lo detestavano, aveva le idee ben chiare sui palestinesi:
1. Rifiuto di uno stato palestinese se non come “entità”.
2. Nessun ritorno ai confini pre ’67, semmai forse, qualche scambio di territorio.
3. Gerusalemme capitale di Israele, tutta e unita, comprese Ma’aleh Adumim e Givat Ze’ev.
4. Confini sicuri in tutta la valle del Giordano con tutti gli insediamenti importanti anche quelli a est della Linea Verde e costruzione di nuovi insediamenti in Giudea e Samaria.
Rabin non ha mai usato il termine West Bank, lui parlava sempre di Giudea e Samaria.
Benjamin Netanyahu è stato chiarissimo durante l’incontro, molto freddo, direi gelido, con la sua ospite: Gerusalemme è la capitale eterna di Israele non un insediamento! Capito Mogherini? Capito Europa? E’ nauseante la vostra politica, perché riconoscere uno stato che parla dell’eliminazione di un altro stato già esistente, riconoscere uno stato che nelle sue mappe ufficiali scrive Palestine al posto di Israel, riconoscere uno stato che considera eroi e martiri degli assassini è sintomo di una degenerazione politica molto pericolosa. L’Europa presa per i fondelli da Hamas, un’entità terrorista la cui costituzione porta come obbligo la distruzione di Israele e che, al comma 7 della sua Karta, recita un versetto del Corano: ”Non arriverà il giorno della giustizia finchè i musulmani non avranno ammazzato gli ebrei… Quando un ebreo sarà dietro a un sasso o a un albero, i sassi e gli alberi diranno: Musulmano, c’è un ebreo dietro a me, vieni e uccidilo”.
Ecco lo stato che Federica Mogherini ha promesso di creare entro 5 anni stringendo le mani degli assassini più infami e legittimando di fatto il terrorismo contro Israele. Complimenti Mogherini, come prima visita peggio non poteva fare.
Ridateci la Baronessa!

Deborah Fait, 10 novembre 2014

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                                                                ALFEI MENASHE

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Alfei Menashe is a town (local council) located in the Judea and Samaria Area of Israel with a population of 6800 people.

The town was founded in 1983.

 

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