Fate il punto e ricordatevelo



Ugo Volli,  Fate il punto e ricordatevelo

 

Cartoline da Eurabia, 17 dicembre 2014

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Cari amici,

 ogni tanto, nella vita personale come in quella collettiva, è bene fare un punto fermo e registrare come stanno le cose. Se non altro per poter capire dopo che cos’è successo rispetto a questo punto di riferimento. Il giornalismo non lavora in questa maniera, perché è drogato (e ci droga) dell’ansia di quel che succede giorno dopo giorno, della sete di “news”, cioè novità. Ma per capire bisogna sforzarsi di ragionare in termini diversi, fare il punto, come dicono i marinai e capire dove si va.

Per esempio, Gaza. L’avevamo lasciata quest’estate, dopo i combattimenti. Sembrava che Hamas dovesse essere disarmato, che l’Autorità Palestinese (cioè Abbas e le sue “forze di sicurezza”) dovesse prendere il controllo dei confini per garantire una ricostruzione ordinata. Quelli di Hamas che cantavano vittoria volevano addirittura l’apertura dei confini (all’importazione di armi, è questo il loro interesse), la ricostruzione di un porto commerciale e magari di un aeroporto. Abbas voleva prendere il controllo amministrativo della Striscia, col suo “governo di unità nazionale” concordato con Hamas. 

E’ successo qualcosa del genere? Assolutamente no. Hamas non ha disarmato, sui valichi di confine non si sono visti i rappresentanti di Abbas, il governo di unità nazionale non ha preso il controllo di Gaza, anzi a un certo punto è stato dichiarato sciolto da Hamas, o almeno privato del suo appoggio, ma non se n’è accorto nessuno, perché non conta niente, sia la Giudea e Samaria controllate dall’Autorità Palestinese, sia Gaza controllata da Hamas sono dittature, non esiste affatto l’autonomia dell’amministrazione, ma solo la volontà di chi comanda. Anche le visite progettate a Gaza da parte di Abbas e del suo primo ministro sono state annullate, dopo che qualche anima buona ha pensato bene di fare una serie di attentati dinamitardi contemporanei sulle case di tutti i membri di Fatah, il partito di Abbas, che ancora risiedono a Gaza. E naturalmente no, non si sono costruiti porti e aeroporti e nemmeno si è aperto il confine. Anzi, l’Egitto ha compiuto una seria azione, la prima dall’abbandono israeliano della Striscia, per chiudere i tunnel di contrabbando che portavano sotto il confine verso il suo territorio. Ha sgomberato e fatto saltare tutti gli edifici nel raggio di un chilometro dal confine, naturalmente abbattendo centinaia di case e cacciandone gli abitanti, per la maggior parte “palestinesi”. Ma naturalmente nessuna delle numerose Ong finanziate dall’Europa per contestare ogni abbattimento di case illegali da parte di Israele e in generale per la difesa del benessere dei “palestinesi” ha protestato, come non lo hanno fatto i pacifisti europei. Si sa, se gli arabi si ammazzano fra di loro, si torturano, si espellono, questo non riguarda i loro difensori. Quando c’entra Israele, però, è un’altra storia. Che poi l’Egitto abbia fatto finalmente questa operazione non tanto per fare un favore a Israele evitando il riarmo di Hamas, quanto per difendersi dai terroristi che uscivano da Gaza per fare attentati in Egitto, è un’altra storia, che dimostra la pericolosità generale degli islamisti e spiega una certa colloborazione fra tutti coloro che non vogliono fare incendiare la regione, benché teoricamente tutt’altro che amici: Israele, Egitto, Arabia Saudita.

 Che succede a Gaza in questi giorni? Vi chiedo di badarci e di ricordare quando (dicoquando, non se) Hamas farà la sua prossima aggressione, con missili o attacchi terroristici, provocando la risposta israeliana. Il primo dato di fatto è che Israele, nè con azioni, nè con simboli, sta attaccando Gaza. Anzi, come sempre permette che attraverso il valico di confine transitino centinaia di camion che riforniscono la popolazione. Se Israele avesse voglia di riconquistare Gaza, premerebbe in tutti i modi sui confini. Invece non lo fa, perché almeno negli ultimi dieci anni la sua azione qui come altrove è puramente difensiva. 

Invece che cosa fa Hamas? Si affretta a ricostruire le casa distrutte nel corso degli scontri dell’estate, per offrire riparo alla popolazione? Neanche per sogno, concentra la sua azione nel cercare di riarmarsi e nell’attizzare l’odio contro gli ebrei. L’altro ieri c’è stata una grande marcia militare per il ventisettesimo anniversario dell’organizzazione con oltre duemila terroristi in parata (1)  : guardate queste immagini, se vi vengono in mente le divise nere fasciste avete colto perfettamente nel segno, ma potete anche pensare se vi pare a Darth Fader e ai cattivi di Guerre stellari). Per l’occasione Hamas ha anche tirato fuori un drone che dice di essersi costruita da sé: (2) . Non mancavano le solite scene di bambini piccoli truccati da terroristi, con armi giocattolo in mezzo alle armi vere dei loro padri: un messaggio chiarissimo di eredità dell’odio.

 Naturalmente i comizi dei capi hanno rinnovato l’impegno a distruggere Israele e c’è stato anche in un’altra manifestazione collegata, una specie di grottesco show, su cui vale la pena di meditare: un pupazzo con accentuati caratteri ebraici dato alle fiamme insieme a delle casse che rappresentavano la sepoltura dei rabbini uccisi nell’attentato di Gerusalemme di due settimane fa (che del resto Hamas ha approvato di tutto cuore: ( 3), e all’immagine di un tempio ebraico. Potete vedere qui le immagini: (4). 

Al di là del grottesco di questa specie di recita infantile del nazismo, resta il fatto che il punto della situazione ci dice questo: Hamas continua ad armarsi e ad incitare al genocidio degli ebrei, anche se non vi è nessuna “aggressione” israeliana. E’ una preparazione ostentata, che riguarda anche il lavoro dei tunnel (5) , apertamente propagandato. Ecco. questo è il punto. Quando ricominceranno a piovere i missili, o quando Hamas cercherà di compiere nuove irruzioni omicide nelle cittadine e nei villaggi di confine, e qualcuno vi parlerà di autodifesa, ricordatevi di questo punto, che è lo stesso dell’anno scorso a quest’epoca, prima che iniziasse non quello che i giornali europei chiamano ingannando il pubblico “ciclo di violenza”, ma l’aggressione terrorista dell’estate scorsa. Ricordatevelo quando sarà il momento buono e avrete chiarissimo chi aggredisce chi.

Ugo Volli, “Fate il punto e ricordatevelo”, 17 dicembre 2014

 

1  (http://www.dailymail.co.uk/news/article-2873608/Hamas-parades-2-000-armed-fighters-drones-vehicle-mounted-rockets-biggest-strength-end-summer-war-Israel.html

2  http://news.yahoo.com/hamas-flies-drone-over-gaza-during-anniversary-parade-191557338.html

3  http://www.jpost.com/Arab-Israeli-Conflict/Hamas-affiliated-social-media-abuzz-with-cartoons-glorifying-Jerusalem-terror-attack-382152)

4  http://elderofziyon.blogspot.it/2014/12/hamas-burns-religious-jew-and-temple-in.html?m=1

5  (http://www.jpost.com/Operation-Protective-Edge/Hamas-fighters-show-defiance-in-Gaza-tunnel-tour-371517 http://palwatch.org/main.aspx?fi=157&doc_id=12693

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                         GHIVAT HARELGivat HarelGivat Harel is a Jewish community located near Jerusalem with a population of 1200 people.


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