Il nuovo Moloch

Michelle Mazel, Il nuovo Moloch

Informazione Corretta, 26 settembre 2016

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Solo nell’ arco di quest’ anno, il bilancio del terrorismo palestinese in Israele si può riassumere con alcune cifre significative: poco meno di 500 attentati, circa 50 le vittime innocenti assassinate, e 5000 le persone ferite in modo più o meno grave. I terroristi urlano “Allah è il più grande”, alcuni si lanciano contro i soldati e la polizia. Altri preferiscono i bersagli più facili: una madre di famiglia sul gradino di casa, una bambina mentre dorme tranquilla nel suo letto, delle donne mentre fanno acquisti in un supermercato, passanti mentre si recano al lavoro, i pass-eggeri di un autobus affollato, la famiglia che torna a casa dopo una festicciola. Tutti i mezzi sono buoni.

Qualche volta si tratta di un revolver o di un fucile, più spesso di un coltello, ma anche forbici, cacciavite…c’è persino l’auto-ariete che provoca il maggior numero di vittime possibile. E poi le pietre. Pesanti e appuntite, contro auto e autobus, in grado di ferire o causare incidenti mortali. L’ultima arma, certamente la più spaventosa, è la bomba incendiaria. Dei bambini sono stati trasformati in torce umane, chi sopravvive rimane segnato per sempre. Contrasta invece con questa grande diversità di vittime un’incredibile, desolante uniformità degli assalitori. In maggioranza sono celibi. Sono giovani, talvolta molto giovani: l’anno scorso dei ragazzini di undici/dodici anni avevano aggredito altri bambini e anche adulti. Più di rado, fra loro, anche ragazze o giovani donne. Sono pronti a sacrificarsi, a morire – ma perché diavolo? Lo sapranno almeno loro? Anche loro sono delle vittime, le vittime di un nuovo genere di Moloch, che utilizza qualsiasi mezzo pur di nutrire la sua insaziabile fame. E l’Autorità palestinese è a loro totale disposizione, con la sua sfrenata propaganda, un incessante, sinistro lavaggio del cervello che demonizza “il nemico sionista” o più semplicemente “l’ebreo”.

L’ebreo che avvelena i pozzi, l’ebreo che viola la sacralità della Spianata delle moschee. Nessuna accusa potrebbe essere più grottesca, più vergognosa. Amplificata con le menzogne, denunciata dagli imam nelle loro prediche, alimentata dai discorsi dei leader, ripresa dai media, è un’arma potente che fa appello alla vendetta. Se ne parla in famiglia, i giovani imparano. Si evocano i cugini, i fratelli, i vicini che sono passati all’ azione e sono morti da “eroi”; anzi, da “martiri”. Martiri diventati oggetto di venerazione popolare, martiri i cui ritratti con l’aureola della gloria sono affissi sulle facciate degli enti pubblici. S’intitolano con i loro nomi le scuole, luoghi pubblici. Non c’è nulla di strano dunque se i loro genitori proclamano ad alta voce e con forza la loro fierezza e la loro gioia davanti all’ “eroismo” di un figlio o di una figlia, uccisi dopo aver assassinato una vittima scelta a caso. Naturalmente, fierezza e gioia, spesso mascherano un dolore che non può essere espresso.

Cosa direbbero i vicini, gli amici? I cinici aggiungeranno che l’Autorità palestinese  che beneficia di aiuti finanziari elargiti da tanti Paesi occidentali, sa mostrarsi generosa e riconosce una rendita sostanziosa alla famiglia in lutto. Potremmo sperare che il nuovo anno porti finalmente il cambiamento? No di certo. Il Ministro degli Esteri USA non ha appena dichiarato che mette sullo stesso piano il terrorismo e gli insediamenti? Naturalmente gli si potrebbe rispondere che negli Stati Uniti o in Francia dove non ci sono insediamenti, anche questi due Paesi sono colpiti dal terrorismo, ma non verremmo ascoltati. Il nuovo Moloch ha ancora un radioso futuro davanti a sé.
Michelle Mazel, Il nuovo Moloch

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