Nazioni Unite: una vittoria del Jihadismo

Bat Ye’or, Nazioni Unite: una vittoria del Jihadismo

Informazione Corretta, 10 gennaio 2017

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La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 2334, adottata il 23 dicembre 2016, rafforza politicamente la Risoluzione dell’Unesco che ha cancellato la storia di Israele nella sua patria storica, al fine di sostituirla con la versione coranica della Bibbia. Questa Risoluzione delle Nazioni Unite dimostra ancora una volta che sulla politica e la cultura delle istituzioni internazionali c’è il controllo islamico. Sviate dalla loro missione primaria, queste organizzazioni sono diventate strumenti di corruzione e di terrorismo, rafforzando il potere islamico globale. Ma non dimentichiamo che coloro che votano sono capi di Stato, individui pienamente consapevoli e responsabili, motivati da interessi e ideologie spesso criminali, e che non tutti rappresentano le opinioni del popolo che tiranneggiano, compresi quelli delle “democrazie” europee. Le loro ultime Risoluzioni non solo confermano la vittoria del jihadismo e l’ignoranza, ma esprimono anche il successo di anni di sforzi fatti dall’ Europa del dopoguerra che continua a distruggere, diffamare e delegittimare lo Stato ebraico nel nome della giustizia islamica. L’inizio di questo lungo viaggio risale al 1967, in Francia. Ma cosa sono questi “insediamenti” israeliani che ossessionano così tanto le nazioni? Sono vasti territori a migliaia di chilometri da Israele, oltremare e oltreoceano? Come ha potuto questo così piccolo popolo “conquistarseli”? Ricordiamo i fatti: nel 1948, la Lega Araba aveva dichiarato la jihad per distruggere lo Stato ebraico. Gli eserciti di cinque Stati arabi avevano attraversato i confini della Palestina, dove la Risoluzione di Sanremo (1920) aveva riconosciuto la legittimità di un Focolare Nazionale Ebraico. L’ Egitto si era impadronito di Gaza, la Siria si era presa il Golan, e la Transgiordania aveva colonizzato Giudea e Samaria, con la città vecchia di Gerusalemme. Gli ebrei che l’abitavano furono uccisi o cacciati dai coloni arabi, che avevano sequestrato i loro beni e le case e distrutto sinagoghe e cimiteri. Alla fine si giunse ad un armistizio e alle linee di cessate il fuoco (1949), non ci fu una pace né furono riconosciuti confini internazionali. Ma, con grande disappunto di milioni di europei nazisti e dei loro collaboratori, Israele non è stato spazzato via. Anzi, ha persino accolto la maggior parte del milione di ebrei che erano stati derubati e cacciati dai Paesi arabi. Nessuna nazione europea ha protestato contro la colonizzazione islamica di aree ebraico-palestinesi, contro l’espulsione dei loro abitanti ebrei e il sequestro dei loro beni, o contro la persecuzione degli ebrei nei Paesi arabi. Tra il 1949 e il 1967, gli israeliani che erano stati confinati entro una zona limitata, senza frontiere internazionali, hanno resistito ai continui attacchi jihadisti dei loro vicini. Nel 1967, gli eserciti congiunti di Egitto, Siria e Transgiordania avevano di nuovo invaso Israele per distruggerlo, ma questa volta Israele era riuscito a riprendersi tutto il territorio che gli era stato portato via nel 1949, e che nel frattempo era stato ripulito dagli ebrei [ Judenrein ], arabizzato e islamizzato. Questi sono i territori da cui erano stati cacciati gli ebrei palestinesi, e l’Europa li ha denominati “insediamenti” ebraici, quando in realtà erano diventati colonie arabe. Si chiamano Gerusalemme, Giudea e Samaria. La guerra del 1967 si era conclusa con una sconfitta araba. Ancora una volta avevano rifiutato la pace, e linee armistiziali tenevano separati i combattenti. La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 242 (22 novembre 1967) parlava di due ondate di profughi – arabi e ebrei – e le condizioni di una pace che avrebbe dovuto essere negoziata tra Israele e quegli Stati arabi che avevano occupato e colonizzato territori palestinesi, espellendo o uccidendo tutti i suoi abitanti ebrei palestinesi nel 1949. Non erano menzionati gli arabi palestinesi come un popolo distinto: non esisteva. Gli arabi, decisi a distruggere Israele, avevano respinto la Risoluzione. La fulminea vittoria di Israele nel 1967 aveva umiliato la Francia, che, dopo le sue mortali guerre di decolonizzazione e la perdita di innumerevoli colonie, era ansiosa di avvicinarsi agli arabi giocando la carta anti-semita. La Risoluzione 242 era stata redatta in inglese, in Francia fu tradotta in francese, e nella traduzione venne volutamente creato un falso, inserendo “i” davanti a “territori”, un termine che era stato aspramente dibattuto durante i negoziati, per rendere esplicito che non tutto della terra contesa doveva essere incluso. Ed è questo errore di traduzione in francese che oggi è stato imposto. La Francia aveva tenuto stretti legami con il leader palestinese dei Fratelli Musulmani, Amin al-Husseini, Gran Muftì di Gerusalemme, alleato di Hitler e del governo di Vichy. Questa alleanza aveva creato il “popolo palestinese”, espressione inventata dal Presidente palestinese Yasser Arafat, nipote del Mufti e rappresentante dell’OLP. La Francia, che aveva già salvato il Mufti dai processi di Norimberga nascondendolo, fu la prima a riconoscere Arafat nel 1969 e ad imporlo alla Comunità europea ancora reticente. Per ottenere il riconoscimento su un palcoscenico internazionale, il “popolo palestinese” ha utilizzato il terrorismo, con l’innovazione del dirottamento aereo, prendendo in ostaggio la popolazione civile e con attacchi terroristici in Europa. Nel mese di ottobre 1973, Egitto e Siria avevano ancora una volta attaccato Israele, subendo un’altra sconfitta. Ma questa volta l’OIC (Organizzazione di Cooperazione Islamica) aveva dichiarato un boicottaggio del petrolio su tutti i Paesi che non avevano riconosciuto Arafat e l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), e che non avrebbero sostenuto la causa araba (Dichiarazione del Summit arabo alla Conferenza tenuta ad Algeri il 28 novembre 1973). L’Europa si precipitò ad adottare la posizione francese nel dicembre 1973 e, insieme con l’OIC, hanno pianificato un programma di misure politiche destinate a distruggere lo Stato ebraico, negando i suoi diritti sovrani e isolandolo su un territorio indifendibile. La Risoluzione 2334 è ora la ciliegina sulla torta di questa politica, che si è sviluppata in più fasi e costituisce la base per una politica euro-islamica pronta ad unire tutti i settori politici e sociali dell’Unione europea, ed a promuovere il globalismo e l’applicazione dei poteri decisionali sovranazionali delle Nazioni Unite. Per prima cosa è stato creato un artificiale “popolo” di Arabi Palestinesi da sostituire al popolo di Israele. Un esercito di storici europei falsificatori e di cristiani arabi dhimmi ( i non musulmani che si sono arresi a vivere sotto l’slam ) ha sostituito le caratteristiche storiche degli ebrei attribuendole agli arabi. Presi a simbolo della salvezza dalla presunta Occupazione e dalla Colonizzazione simboleggiata da Israele, i palestinesi sono stati paragonati a Gesù, messo sulla croce da un presunto “Nazismo sionista”. Gli Islamofili francesi e antisionisti, Louis Massignon e Jacques Berque, sono stati i promotori di questo rovesciamento dei ruoli tra le vittime ebree del Nazismo e i persecutori Nazisti, assistiti in questo dai loro alleati musulmani sui campi di battaglia e di sterminio, sotto la guida del Mufti. Sono stati islamizzati nomi di città e regioni: Gerusalemme fu chiamato Al-Quds e la Cisgiordania ha sostituito Giudea e Samaria. Jihad e dhimmitudine sono diventate parole tabù. L’OIC ed i suoi satelliti, compresa l’Europa, avevano ordinato l’eliminazione programmata di Israele. Nessun argomento che lo giustifichi, potrebbe ostacolare la sua condanna e la campagna odiosa attuata attraverso parole e linguaggi sconvolgenti. Non c’era possibilità di far valere le proprie ragioni. Né la verità né la moralità potrebbero cambiare questo verdetto: Israele è stato la causa della guerra, degli attacchi terroristici, dell’ingiustizia, di tutti i mali subìti dal mondo islamico e dall’Europa – vittima del terrorismo jihadista – responsabile dell’esistenza di Israele. La lotta per eliminare Israele è stata indicata come una giusta causa, una lotta per la pace. L’alleanza euro-araba ha fatto del suo meglio per criminalizzare gli ebrei per aver ricostruito il loro Stato nella loro patria storica. La sovranità nazionale degli israeliani, le loro radici culturali e storiche, la loro sopravvivenza, i successi e le spettacolari vittorie militari sono valse loro rimproveri e denigrazione. Rinvigorita dall’odio palestinese, l’alleanza del dopoguerra nazi-islamica ha fatto del suo meglio per neutralizzare il successo dello Stato ebraico a livello politico, per assicurarsi che rimanga instabile e insicuro. Molestati senza fine da parte dei governi Europei e dai loro eserciti di dhimmi, gli israeliani, colpevoli di esistere, sono stati svergognati, costretti a scusarsi, ci si aspettava che umilmente mantenessero i nemici e subissero il loro terrorismo senza protestare o difendersi. Il loro crimine? Si sono rifiutati di mescolarsi con loro e scomparire nella dhimmitudine, perdendo i diritti e la storia al popolo creato dall’alleanza euro-araba (Eurabia) per sostituirli. L’ OLP era il braccio jihadista della Ummah ( la comunità islamica ), l’incarnazione della sua ideologia teologica che giustificava l’espansione islamica e la sua appropriazione di tutti gli spazi, spazzando via nel contempo le culture precedenti e i popoli, imponendo la sua legge, i suoi costumi e le sue credenze ovunque. Capi di Stato, ministri europei, il clero, dhimmi cristiani che erano diventati i suoi cortigiani, hanno offerto il loro aiuto, più che felici di raccogliere il suo oro ( della Ummah ), mentre spazzavano via i detriti delle persone e della storia davanti ai suoi piedi, ostacoli al suo progredire per finalmente riuscire a liberarlo da Israele. Si credeva che così si sarebbero liberati alla fine di Israele, e quindi ottenuto una Shoah iniziata in Europa, in modo che alla fine sarebbe emerso un mondo, un’umanità, senza Israele. Il sogno di Hitler e del Mufti si sarebbe realizzato. I governi europei, alleati dei terroristi palestinesi anti-israeliani, li avevano dichiarati attivisti per una “giusta causa” – nutrendola così spiritualmente e finanziariamente – credevano di essere al sicuro. Ma indovina un po’? Questa politica della Ummah contro Israele, attivamente sostenuta dai suoi cortigiani europei e dai dhimmi , adesso si è scatenata contro i popoli d’Europa. I terroristi hanno attaccano gli israeliani durante le festività? Ora sono gli europei che devono celebrare i loro festeggiamenti protetti da un esercito di soldati. E’ il turno degli europei di vedere l’invasione di una popolazione nel proprio Paese, che li priverà dei loro diritti. E’ il turno degli europei di essere costretti a rinunciare alla propria identità nazionale, storica, culturale e religiosa, di scusarsi e addossarsi la colpa di esistere come sono sempre stati. E’ il turno degli europei di essere costretti a controllare i loro confini e custodire aeroporti, scuole, treni, strade e città con i soldati. Ironia della sorte, i governi europei che contemplavano la distruzione di Israele, hanno lavorato insieme con i nemici di Israele a distruggere la propria gente, sovranità, sicurezza e libertà. L’ OIC ha favorito il loro odio inconfessato nei confronti di Israele, accecandoli con il suo oro e con fermezza ha portato i codardi sotto la frusta del terrorismo, il disonore e l’oblio. La Risoluzione 2334 è il culmine di questa politica, ma non è l’ultimo capitolo della storia. Siria, Libano, Iraq e Libia non esistono più, l’Egitto resiste ancora. Nel suo calderone, il jihad sta bruciando il popolo musulmano, dopo aver sognato un tempo di distruggere ebrei e cristiani. Il clero dhimmi degli Arabi e gli intellettuali, che hanno ispirato l’alleanza euro-araba contro Israele e la falsificazione palestinese, stanno vedendo le loro comunità decimate dalle loro stesse menzogne. In un’Europa in rovina, massacrata, c’è chi invia servi zelanti della OIC alla rottamazione della storia. Preoccupati per la rabbia popolare, i ministri non osano più mentire e sono costretti a riconoscere il jihadismo dando però la colpa del terrorismo a Israele. Il futuro dovrà includere la riconciliazione delle popolazioni basata sul riconoscimento della legittimità del ritorno di Israele alla sua terra d’origine. Questo riconoscimento porterà con sé l’annullamento del jihad contro i cristiani e tutti i non musulmani. Il riconoscimento della legittimità del ritorno di Israele alla sua terra di origine è la condizione essenziale della pace islamica con il mondo, perché abolirà l’ideologia jihadista. La pace con Israele garantisce la pace dell’Islam con la pluralità del mondo. Forse questa è la missione del ritorno di Israele alla sua terra natale. Ma combatte da solo nel sanguinoso incrocio delle nazioni.                          Bat  Ye’or, Nazioni Unite: una vittoria del Jihadismo

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                                                                                      GVAOTgvaot

Gvaot is a Jewish community located in the Judean Mountains with a population of 14 families.

The community was founded in 1984.

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