La storia di Gerusalemme e le menzogne dell’Unesco

Fiamma Nirenstein. La storia di Gerusalemme e le menzogne dell’Unesco

Il Giornale, 3 maggio 2017

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È una qualche consolazione che stavolta l’Italia non solo abbia votato contro, ma l’abbia anche annunciato per prima: almeno uno può camminare senza vergognarsi per le strade di Roma o di Firenze. Il disgusto è tuttavia sovrastante, viviamo in un mondo che nega la verità storica per motivi di odio e di vantaggio: l’Unesco, che è una grande, importante, danarosa organizzazione dell’ONU, quella che dovrebbe misurare, determinare, definire la bellezza del mondo come lo crea l’uomo, cioè la cultura, l’arte, la natura, ha di nuovo scelto di imboccare la strada della persecuzione degli ebrei, semplicemente perché la sua maggioranza è islamica, araba, oppure ispirata da interessi legati a quel mondo. Noi ebrei siamo dei tipi strani: quando ci sposiamo invece di dire solo «ti amerò e ti sarò fedele per sempre» giuriamo fedeltà a Gerusalemme: «Se ti dimentico Jerushalaim così mi dimentichi la mia mano destra», diciamo da tremila anni nel momento più importante della vita, e lo giuriamo di fronte al rabbino. I Falasha etiopici quando attraversavano a piedi il deserto verso il Sudan in fuga verso Israele, cantavano «Yerusalem» pieni di speranza: baciarono il pavimento dell’aereo (non ne avevano mai visto uno) credendo che fosse già Gerusalemme.

David Ben Gurion subito la nominò capitale d’Israele come il re David tremila anni fa. Mai gli ebrei se ne sono andati anche quando sono stati cacciati via: nell’Ottocento erano di nuovo la maggioranza. Gerusalemme oggi sembra un giardino, la città vibra di modernità e di tradizione insieme: accanto a tutti gli uffici del governo, vicino alla Knesset dove siedono con i partiti ebraici anche quelli arabi, da prima della fondazione dello Stato vivono nel pluralismo l’università, gli ospedali dove gli arabi lavorano e vengono curati, le industrie, le scuole, una rete stradale e di trasporti stupefacente, la Città Vecchia col Monte del Tempio e la Spianata delle Moschee, il Santo Sepolcro dove solo la gestione Israeliana, nella storia, ha consentito la piena libertà di movimento.

La città che sanguina per gli attacchi terroristi ogni giorno reagisce con determinazione, col sorriso e vincendo sempre. Ieri le celebrazioni del 69esimo anniversario della nascita dello Stato, ha festeggiato solo Gerusalemme. Ed ecco la menzogna dell’Unesco, lo schiaffo in faccia: una risoluzione che stabilisce che la sovranità degli ebrei è cancellata, che tutto appartiene ai palestinesi, che la realtà, la storia, l’amore, non esistono. 20 Paesi hanno votato a favore, 22 si sono astenute (la beffa complice del delitto) e 10 si sono opposte. L’Italia, gli Usa, l’Inghilterra, l’Olanda, la Lituania, la Grecia, il Paraguay, l’Ucraina, il Togo la Germania. Questa lista, per i vostri prossimi programmi di viaggio. Si va a trovare solo chi se lo merita. Si, anche in Togo, perché no.

Fiamma Nirenstein, La storia di Gerusalemme e le menzogne dell’Unesco

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                                                                                      BEIT EL

 Beit El is a town located in the Judea and Samaria Area of Israel with a population of 5600 people.

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